Vivere in Italia è diverso dall’abitare in un paradiso fiscale, anzi potremmo dire che sia l’opposto.
Anche durante questo periodo delicato a causa della situazione sanitaria italiana, si è sentito parlare a più riprese della possibilità che venga introdotta una nuova patrimoniale, senza però aver avuto conferme o smentite degne di nota.
Volete sapere quante patrimoniali ci sono in Italia?
Ne abbiamo individuate almeno 5 che i cittadini italiani pagano ogni anno, scopriamole insieme.
Le tasse patrimoniali più diffuse
In Italia sono presenti un numero di tassazioni sopra la media e imposte da dover pagare non propriamente giuste, ma come amiamo dire noi di Imparare a Investire: “Pensa a fare il meglio con ciò che hai e non ciò che vorresti avere”.
Ecco le 5 tasse patrimoniali più diffuse:
- IMU: Imposta municipale unica
- Imposta di bollo
- IVAFE: Imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero
- Tobin Tax
- Imposta di successione
IMU
Imposta
di bollo
IVAFE
Tobin Tax
Imposta di successione
IMU: Imposta municipale unica
L’imposta municipale propria è una tassa patrimoniale che venne introdotta nel non lontano 2011 da Mario Monti.
Monti aveva il compito di risanare la situazione italiana e decise di introdurre una serie di imposte, tra cui l’IMU.
Tale tributo, si applica al possesso dei beni immobiliari quali: terreni agricoli, fabbricati e terreni fabbricabili. Si applica inoltre alle prime abitazioni considerate di lusso come: castelli, ex monasteri e villoni.
L’IMU ha diverse aliquote e, in alcuni casi può arrivare attorno all’1%.
Imposta di bollo
L’imposta di bollo è la tassa che, a nostro avviso, ha meno senso di tutte e va a colpire le disponibilità di conto corrente e il controvalore del deposito titoli.
Se sul conto corrente rimangono in giacenza media più di 5.000€, allora verrà applicato un tributo di 34,20€ su base annuale. Per le persone giuridiche ammonta a 100€.
La seconda imposta di bollo si applica sul deposito titoli (gli investimenti) ed è dello 0,2% su base annuale.
IVAFE: Imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero
Come viene spiegato sul sito dell’Agenzia delle Entrate: le persone fisiche residenti in Italia che detengono all’estero prodotti finanziari, conti correnti e libretti di risparmio, devono versare un’imposta sul loro valore: la tassa patrimoniale IVAFE.
Ciò vuol dire che se si hanno in portafoglio degli investimenti finanziari esteri, anch’essi verranno tassati dello 0,2% tramite il proprio regime fiscale di riferimento.
Se si opta per il regime fiscale amministrato, sarà l’intermediario finanziario ad effettuare il pagamento al fisco senza richiedere alcuna vostra azione.
Viceversa, se si opta per il regime dichiarativo, bisognerà compilare una vera e propria dichiarazione dei redditi con il proprio commercialista.
Tobin Tax
Chi fa trading multiday e chi compra titoli di società residenti in Italia avrà quasi sicuramente sentito parlare della tassa patrimoniale Tobin Tax.
Tale tributo si applica nella misura dello 0,10% per le transazioni su azioni scambiate su mercati regolamentati, mentre si arriva allo 0,2% quando si trattano titoli non negoziati sui mercati regolamentati (OTC: Over the Counter). Tale prelievo viene effettuato a fine giornata quando si portano le azioni in overnight, ovvero al giorno dopo.
Imposta di successione
L’unico esempio di tassa patrimoniale per cui si può essere felici di essere italiani è l’imposta di successione. Il nostro paese, attualmente, può essere ritenuto per alcuni un paradiso fiscale poiché non si pagano imposte di successione fino ad un tetto di 1.000.000€.
Oltre, si paga solamente il 4% fino ad arrivare all’8% in determinati casi. Molto meno di altri paesi dell’Unione Europea dove si arriva fino all’80% (sì, non ci siamo sbagliati ad aggiungere uno zero).
Basti pensare a un padre che lascia 1 milione di euro a suo figlio:
- in Italia pagherebbe 0€
- in Germania pagherebbe 180.000€
- in Francia pagherebbe 405.000€
A vederla così, risulta subito evidente il vantaggio dell’Italia, ma non gioiamo troppo: si vocifera un abbassamento della soglia di esenzione dall’imposta e un aumento cospicuo delle aliquote. Vedremo.
I consigli del Team Imparare a Investire
L’Italia purtroppo non è il migliore paese a livello di tassazione ed imposte patrimoniali. Senza una conoscenza adeguata delle normative e di tutti i tranelli, si rischierebbe di decimare il proprio reddito e il proprio patrimonio senza neanche accorgersene.
Proprio per questo, consigliamo di circondarsi di un buon commercialista e di un bravo consulente che sia sempre sul pezzo, pronto a gestire e prevenire ogni tipo di problema.
Informazioni importanti sulla divulgazione
Le performance passate potrebbero non essere indicative rispetto ai risultati futuri. Diversi tipi di investimenti comportano vari gradi di rischio e non vi è alcuna garanzia che la performance futura di investimenti, strategie di investimento o prodotti specifici raccomandati in questo articolo, siano adatte per il proprio portafoglio o per la propria situazione individuale.
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