Il T.Rowe Price Global Value Equity A EUR, ISIN LU1493953001, è un fondo d’investimento appartenente alla grande famiglia degli azionari internazionali. In particolare, si rivolge a tutte quelle Aziende che presentano spiccate caratteristiche “value” piuttosto che “growth”.
Con il termine “value” il gestore intende porre un particolare accento su tutte quelle azioni che presentano carattere di investimento “difensivo” dotato soprattutto di un basso livello di volatilità. In tal modo sono favorite la solidità patrimoniale e la capacità di generare reddito in modo stabile e, possibilmente, crescente. Per ottenere ciò il percorso e la traiettoria intraprese dalle società devono obbligatoriamente transitare da una crescita lenta e costante dei profitti aziendali.
Per converso i titoli “growth” hanno caratteristiche diametralmente opposte. Non si prendono in considerazione gli utili prospettici (vale a dire quelli attesi negli anni a venire), ma unico motore e propellente è la crescita del capitale investito ottenuta attraverso una poderosa crescita del valore di mercato delle azioni detenute in portafoglio.
Introduzione sul fondo e T.Rowe Price
Questo strumento finanziario è gestito direttamente dalla società di gestione del risparmio americana T. Rowe Price, un’azienda di investimenti quotata sul NASDAQ dal 1986 e con sede a Baltimora. Fondata nel lontano 1937 da Thomas Rowe Price, propone alla sua clientela fondi comuni di investimento, fondi di natura previdenziale, servizi di consulenza e gestione patrimoniali personalizzate. Beneficiari non sono solo le persone fisiche (i singoli risparmiatori) ma anche i cosiddetti “clienti istituzionali”, gli stessi fondi pensione ed un notevole numero di intermediari finanziari di tutto il mondo.
Può contare su quasi 7.000 dipendenti dislocati nei vari uffici in 48 paesi. Le masse in gestione ammontano all’importante cifra di oltre 990 miliardi di dollari!
In particolare, questo fondo è nato il 20 settembre del 2016 ed è gestito da Sebastien Mallet dal 28 novembre del 2012. La data è precedente poiché l’attuale nome del fondo è stato sostituito dal precedente per motivi interni alla società, ma il contenuto e gli obiettivi oltre alle strategie non sono mutati ed è per questo motivo che si è preferito dare continuità allo stile di gestione mutandone solo la denominazione ma non le caratteristiche intrinseche.
In una scala del rischio composta da sette punti, questo fondo si colloca nella posizione sei, assumendo quindi un livello di rischio medio-alto, ma tutto sommato accettabile trattandosi pur sempre di un fondo azionario e non di un bilanciato o di un obbligazionario.
È del tutto normale, per un fondo con queste peculiarità, trovarsi nella parte alta della scaletta. Non ci saremmo aspettati nulla di diverso!
Il fondo in questa classe non prevede alcuna forma di distribuzione di utili ai suoi sottoscrittori, né sotto forma di cedole né sotto forma di dividendi annuali.
Fonte: T.Rowe Price
In cosa investe il T.Rowe Price Global Value Equity
Il Global Value Equity investe solo in azioni di società a larga capitalizzazione appartenenti a tutto il mondo. Non sono presenti, quindi, paletti riguardo ai settori merceologici di appartenenza delle società acquistate e nemmeno in riferimento all’ubicazione geografica delle stesse.
Obiettivo dichiarato dal gestore è la crescita del valore delle singole quote in un arco di tempo non inferiore ai 7/10 anni e con un livello di volatilità che risulti inferiore rispetto a quello del benchmark adottato come parametro di riferimento. In questo caso si tratta del MSCI World Net Index.
Il fondo si definisce “a gestione attiva” e questo vuole dire che la rotazione settoriale e geografica delle singole posizioni è elevata. Non stiamo parlando di trading ma di un elevato turnover delle posizioni nell’arco degli anni. Nello specifico un’altra caratteristica da evidenziare è che il team di gestione si rivolge a titoli che ritiene “sottovalutati” e con ampie prospettive di sviluppo nel tempo. Dallo Statuto del fondo si nota anche che nel paniere di titoli presenti all’interno del portafoglio di gestione possono essere presenti anche aziende appartenenti ai mercati emergenti.
Il gestore può fare ricorso a strumenti derivati allo scopo di immunizzare l’asset dai rischi legati alle fluttuazioni dei cambi ed allo stesso tempo per efficientare le performance del portafoglio.
La valuta di riferimento è naturalmente il dollaro americano, ma il valore delle quote è espresso in euro. L’attuale dimensione di questo strumento è di oltre 540 milioni di dollari. Le dimensioni non particolarmente “importanti” lo rendono ampiamente flessibile nell’orientamento delle scelte di investimento ed estremamente rapido ed agile nella stretta operatività collegata al “quotidiano”, ossia agli smobilizzi e agli acquisti che di volta in volta il gestore decide di attuare nel perseguimento dei suoi obiettivi di rendimento.
Specifiche Tecniche
I nostri soliti tre indicatori che prendiamo in considerazione ai fini delle nostre analisi sui fondi sono il Beta, l’R Quadro ed il numero di stelle attribuite dalla società americana di rating, Morningstar.
Il valore dell’indicatore “Beta” è pari a 0,83 e ci informa del fatto che il valore del fondo oscillerà meno che proporzionalmente rispetto all’indice in entrambe le direzioni. Da questo dato si ricava la considerazione che la correlazione tra il fondo ed il benchmark è piuttosto bassa.
L’R Quadro assume il valore di 78,59 e ci indica che il benchmark della categoria spiega quasi il 79% della variabilità della performance passata del fondo.
Fonte: Quantalys
Il numero di stelle attribuito dalla società americana di rating, Morningstar, è pari a quattro, il che rappresenta un giudizio qualitativo medio-alto essendo cinque il numero massimo di stelle consentito.
Concordiamo con il giudizio fornito.
Fonte: Morningstar
Rendimento storico
Su questo fronte i dati sono piuttosto confortanti e siamo lieti di sottoporli alla Vostra attenzione.
Dal primo di gennaio il fondo è negativo dell’1,18 %. Ad un anno la performance è ancora sotto la parità con una percentuale del 2,15 %. A tre anni la musica cambia, ritornando positiva del 24,92 % ed a cinque anni addirittura del 41,31 %. Se vogliamo annualizzare questi numeri otteniamo una percentuale media annua positiva dell’8,26 % il che non è affatto disprezzabile se consideriamo tutta la turbolenza che si è riversata sui mercati dal 2017 ad oggi.
Fonte: Quantalys
Tra crisi finanziarie, pandemie, guerre, scarsità delle materie prime e fiammate inflattive, non c’è davvero da dormire sonni tranquilli e se il gestore ha saputo restituire un rendimento che si avvicina di molto alle due cifre, significa che si tratta di un ottimo elemento!
Fonte: T.Rowe Price
Costi e commissioni
Su questi dati rientriamo abbastanza nella media di settore e ve li indichiamo.
Le commissioni di sottoscrizione iniziali sono pari al 5% e vale naturalmente il principio che queste ultime possono essere azzerate o ridotte da parte del Vostro Consulente Finanziario di fiducia. O, almeno, così è come ci comportiamo Noi con i Nostri Clienti.
Non sono previste commissioni di switch tra un comparto e l’altro all’interno della stessa Famiglia di fondi e nemmeno commissioni legate al rimborso delle quote da parte del sottoscrittore.
Non ci sono per fortuna commissioni legate alle performance dello strumento.
Il livello delle spese correnti è pari all’ 1,72% di cui l’1,6% è da attribuire alla commissiona annua di gestione a carico del fondo.
Non sono previsti costi di natura commerciale o distributiva.
Fonte: T.Rowe Price KIID
Primi 3 titoli in portafoglio
Il gradino più elevato del podio è occupato dal titolo Chevron con il 4,14% delle quote.
Al secondo posto troviamo UnitedHealth Group con il 3,14% delle quote.
Ultimo posto dei tre occupato da Elevance Health con il 2,52% delle quote.
A seguire troviamo Johnson & Johnson, Becton, Dickinson & Company, Microsoft, Chubb, AbbVie, T-Mobile US ed infine Keurig Dr Pepper.
Nel complesso le prime dieci posizioni coprono il 24,27% delle risorse disponibili di questo strumento.
Fonte: T.Rowe Price
Alternative
Come alternative al T.Rowe Price Global Value Equity, ve ne proponiamo, come nostro costume, tre che riteniamo le più valide e le più confrontabili.
La prima è il fondo tedesco UniValueFund Global C, ISIN LU0126316347. Espresso e valorizzato in euro ha saputo performare in modo positivo su tutte le scadenze prese in esame. Da inizio anno ha ottenuto un +5,25%. Ad 1 anno un +5,49% ed a 3 anni un +35,13%. Il livello dei costi è identico se consideriamo le sottoscrizioni iniziali ma leggermente più elevato, 3,09%, se analizziamo le spese correnti e la commissione annuale di gestione che è del 2%.
La seconda alternativa proposta è data dal fondo olandese Robeco BP Global Premium Equities D EUR Acc, ISIN LU0203975437. Espresso e valorizzato in euro, presenta numeri quasi identici al fondo tedesco ma con un livello di costi un pochino inferiore. Ma ecco i dati nello specifico. Da inizio anno è positivo del 3,96%. Ad 1 anno del 3,79% mentre a 3 anni il risultato della gestione è positivo del 30,15%. Stiamo parlando di oltre 10 punti percentuali medi annui di rendimento. Il livello delle spese correnti è del 2,37% e le commissioni annue di gestione ammontano all’1,50%.
Ultima idea da proporvi è data dal fondo svedese Nordea- 1 Global Stable Equity Fund BP Acc, ISIN LU0112467450. Espresso e valorizzato in euro, ha costi pressoché identici al fondo tedesco, ma performance un pochino più basse. Da inizio anno ha ottenuto un modesto +0,59%. Ad 1 anno un +2,60% ed a 3 anni un +19,61% che letto in chiave annuale si traduce in un + 6,54% di rendimento. Unica nota positiva il livello inferiore di volatilità rispetto alle precedenti opzioni. Per un risparmiatore questo dato potrebbe non rivelarsi del tutto trascurabile!
Opinioni e conclusioni
Nel complesso, il nostro giudizio su questo fondo non può che essere di natura positiva poiché i punti di forza di questo fondo ci sono e li abbiamo evidenziati nel corso della stesura dell’analisi.
Tuttavia, ci sono diverse alternative strategiche che presentano risultati migliori a costi inferiori, soprattutto per il fatto che la presenza di elevate commissioni iniziali abbattono notevolmente il ritorno percentuale nel tempo.
Per tale ragione, per chi già possiede lo strumento, consigliamo di mantenerlo in portafoglio ed eventualmente incrementare le posizioni sfruttando i momenti di debolezza dei mercati e le fasi di acuta turbolenza, come quella che stiamo attraversando in questi ultimi mesi.
La soluzione a PAC non sarebbe un cattivo pensiero, ma il basso livello di volatilità ne fa sconsigliare il ricorso perché si correrebbe l’elevato rischio di abbassare di poco, nel tempo, il prezzo medio di carico delle vostre quote in portafoglio.
Piuttosto, se foste già in utile con i vostri prezzi iniziali, potrebbe essere un valido consiglio quello di vendere la partecipazione e girare il ricavato su una soluzione alternativa e con più prospettiva in vista di una possibile ripresa dei mercati.
Non sarebbe una cattiva mossa ed il timing ci sembrerebbe abbastanza corretto per eseguire la vendita ed il successivo acquisto del nuovo prodotto. A livello geopolitico si intravedono i primi segnali di una svolta sul fronte bellico russo-ucraino ed i futures sulle materie prime e sull’energy stanno incominciando ad incorporare nei loro prezzi questo scenario. Il fenomeno dell’inflazione dovrebbe rientrare sul suo sentiero di sostenibilità di lungo periodo pari al 2% annuo in un arco ragionevole di tempo. Gli analisti stimano quest’ultimo in 18/24 mesi nella peggiore delle ipotesi. I più ottimisti parlano di un anno ma a noi non sembra realizzabile quest’ultima prospettiva ottimistica. Meglio stare con i piedi per terra!
Informazioni importanti sulla divulgazione
Le performance passate potrebbero non essere indicative rispetto ai risultati futuri. Diversi tipi di investimenti comportano vari gradi di rischio e non vi è alcuna garanzia che la performance futura di investimenti, strategie di investimento o prodotti specifici raccomandati in questo articolo, siano adatte per il proprio portafoglio o per la propria situazione individuale.
Vari fattori, tra cui le mutevoli condizioni di mercato e/o le leggi applicabili, potrebbe non essere più congruenti alle opinioni o alle posizioni attuali prese in questo contenuto. Inoltre, non si deve presumere che qualsiasi discussione o informazione contenuta in questo commento serva da ricevuta o in sostituzione di una consulenza di investimento personalizzata da parte di Niccolò Dominici. Ricordati di contattare Niccolò Dominici, nei vari canali di comunicazione che hanno reso disponibili in questo sito, nel caso tu voglia informazioni sui cambiamenti della tua situazione personale/finanziaria o circa gli obiettivi di investimento.