Eurizon Sustainable Global Equity: analisi del fondo e opinioni

L’Eurizon Sustainable Global Equity Class R EUR, ISIN LU1529957257, è un fondo d’investimento appartenente alla famiglia Eurizon, la grande Società di Gestione del Risparmio del Gruppo Intesa Sanpaolo. A livello dimensionale è la più importante presente in Italia ed a livello di offerta rappresenta sicuramente un punto di riferimento nel panorama del risparmio gestito.

Presente in 24 Paesi amministra oltre 440 miliardi di risorse suddivisi in più di 500 fondi d’investimento che coprono ogni settore merceologico ed ogni area geografica. Troviamo all’interno di questa poderosa offerta, azionari, bilanciati, obbligazionari, monetari, flessibili, multi-assets e monetari oltre ad un nutrito numero di tematici e di strategie alternative. L’offerta è davvero completa!

Accordi distributivi e di natura squisitamente commerciale hanno spalancato le porte, a questa società, a numerosi altri mercati che fino a ieri, in modo diretto, era impossibile presidiare. Stiamo parlando naturalmente di tutte quelle economie chiuse che ancora fanno parte dell’ex blocco sovietico e di gran parte dell’area asiatica.

Introduzione sul fondo

L‘Eurizon Sustainable Global Equity ha visto la luce il 28 marzo del 2017 ed è gestito, sin dall’inizio, da Corrado Gaudenzi, manager della gestione con diversi anni di esperienza all’interno del Gruppo.

Siamo di fronte ad un fondo azionario con circa 780 milioni di euro di masse in gestione ed espresso in euro, che non prevede alcuna forma di flusso cedolare da corrispondere ai suoi sottoscrittori.

A livello settoriale, non essendo esplicitamente indicato nel prospetto informativo, rientra tra gli azionari internazionali generici ma, a nostro giudizio, la scelta più corretta sarebbe stata quella di farlo rientrare tra i “tematici” con lo specifico indirizzo dei fondi “alta sostenibilità”.

Questo fondo investe almeno il 70% del patrimonio netto in titoli azionari e strumenti correlati alle azioni, incluse le obbligazioni convertibili, senza alcun vincolo di valuta, di area geografico o di settore. La misura massima di titoli presenti in portafoglio, appartenenti ai cosiddetti “mercati emergenti”, non può superare la misura del 10% della capacità disponibile.

Un aspetto importane da sottolineare è che l’esposizione netta del fondo alle valute diverse dall’euro può raggiungere il 50% del patrimonio netto totale (ma solo se tali valute offrono un tasso di cambio interessante rispetto all’euro). Questo aspetto potrebbe rivelarsi un driver di oscillazione di non poca rilevanza nel lungo periodo.

Al gestore è concessa la facoltà di utilizzare derivati per ridurre rischi (copertura) e costi o per ottenere un’ulteriore esposizione agli investimenti.

Su una linea del rischio composta da 7 valori, questo strumento si colloca al valore 6, ed è un valore che non deve stupire trattandosi di un azionario puro.

Fonte: Eurizon

In cosa investe l'Eurizon Sustainable Global Equity

Obiettivo dichiarato dell’Eurizon Sustainable Global Equity è quello di aumentare il valore dell’investimento nel tempo e battere la performance dei mercati azionari sviluppati mondiali (misurata dal benchmark), integrando fattori ambientali, sociali e di governance (ESG).

Il parametro oggettivo di riferimento scelto è l’MSCI World 100% Hedged to EUR Index® (rendimento totale netto). Per la costruzione del portafogli e per la valutazione della performance, il criterio delle emissioni di anidride carbonica (CO2) rappresenta un elemento fondamentale, così come gli aspetti sociali e i criteri di governance.

Nell’ambito della gestione attiva del fondo, il gestore degli investimenti segue un processo disciplinato in tre fasi:

  • Screening negativo: esclusione di aziende coinvolte nella produzione di bombe a grappolo e mine antiuomo, che traggono il 25% o più dei propri ricavi dal carbone termico, con metriche finanziarie meno solide o pratiche di governance aziendale discutibili.
  • Screening positivo: identificazione di aziende che traggono vantaggio da un vantaggio competitivo e che hanno una valutazione interessante.
  • Selezione dei migliori della categoria (Best in Class): utilizzando un metodo di punteggio proprietario, identificazione delle aziende con i più elevati criteri ambientali, sociali o di governance aziendale (ESG).

Proprio a causa delle ragioni sopra esposte, esiste un elevato livello di probabilità che l’esposizione del fondo ai titoli, e quindi la relativa performance, differisca ampiamente da quella del benchmark. I sottoscrittori devono essere consapevoli di questo!

Specifiche Tecniche

Come al solito i tre indicatori che andremo insieme ad analizzare sono il Beta, l’R Quadro ed il rating di Morningstar

Il valore del Beta è pari ad 1,08 e significa che il valore del fondo oscillerà più che proporzionalmente rispetto all’indice in entrambe le direzioni. La gestione attiva può quindi risultare premiante (anche se non è questo il caso, purtroppo!).  

L’R Quadro assume un valore di 85,27 con questa valenza: le oscillazioni passate del benchmark saranno in grado di spiegare l’85% delle prestazioni future del fondo. Un valore in linea con quello di molti fondi azionari a vocazione “value”.

Fonte: Quantalys

Il numero di stelle attribuito da Morningstar all’Eurizon Sustainable Global Equity non è stato possibile reperirlo.

Crediamo a causa del fatto che questo strumento sia effettivamente ancora troppo giovane come “anzianità” per essere valutato a livello di qualità. Ciò, tuttavia, non significa che siamo di fronte ad un prodotto scadente o peggio, ma semplicemente che non è stato possibile valutarne la bontà per il breve track record disponibile.

Rendimento storico

Dal primo di gennaio il risultato è negativo del 15% circa. Ad 1 unno è ancora sotto la parità con una percentuale dell’11.05. A 3 anni torna in positivo con un + 11,27% ed a 5 anni con un + 18,71% che letto in chiave annuale ci porta al + 3,74%.

Non numeri esaltanti se andiamo a confrontarli con i risultati dei mercati azionari globali negli ultimi 60 mesi.

Fonte: Eurizon

Costi e commissioni

Le spese iniziali ammontano al 3% e rientrano nella media di settore per questa categoria di fondi.  Va da sé che si tratta di un valore azzerabile o scontabile da parte del Vostro Consulente Finanziario di fiducia. Almeno, noi facciamo così.

Il livello delle spese correnti è dell’1,94% di cui l’1,70% riferibile alla commissione annuale di gestione a carico del fondo.

Non sono previsti costi di uscita, di switch, di natura commerciale o distributiva.

È, invece, presente una sgradevole “commissione di performance” nella misura del 20% dell’extra rendimento calcolato come differenza tra il valore massimo toccato dalle quote (con rilevazione giornaliera) ed il valore dell’MSCI World 100% Hedged calcolato a 5 anni.

Fonte: Eurizon

Primi 3 titoli in portafoglio

  1. Il peso maggiore in portafoglio è rappresentato da uno strumento derivato, il FUT S&amp.P500 EMINI FUT Sep22 con il 5,73% delle quote.

  2. Al secondo posto troviamo le azioni MICROSOFT CORP. Con il 5,24% delle quote.

  3. L’ultimo gradino è occupato da un altro derivato, il FUT MSCI Wor NTR Inde Sep22 con il 2,80% delle quote.

Fonte: Eurizon

Alternative

Ve ne proponiamo tre come sempre.

Il primo è il Nordea-1 Global Climate and Environment Fund BP (qui la recensione), ISIN LU0348926287. Quotato in euro, presenta un livello di commissioni iniziali più elevato, pari al 5% e costi ricorrenti identici all’Eurizon. È sulle performance che si dimostra decisamente più valido. Da gennaio è negativo del 7,48%. Ad 1 anno è già positivo del 3,63% mentre a 3 anni il risultato è positivo del 61,53% che, riletto in chiave annuale, ci porta ad un risultato medio positivo del 20,51%. Davvero importante come risultato se messo a confronto con quello di Eurizon.

Il secondo è il DWS Invest ESG Climate Tech LC, ISIN LU1863264153. Anch’esso espresso in euro ha costi di gestione leggermente inferiori rispetto agli altri due analizzati. Qui siamo all’1,50%. Sulle performance è molto simile al Nordea con piccole differenze. Dal primo di gennaio perde il 5,19%. Ad 1 anno è positivo dello 0,39% mentre a 3 anni è positivo del 65,50%, 21,83% annualizzato.

L’ultimo è il Wellington Climate Strategy Fund D Accumulating Unhedged, ISIN LU1889107774. Il fondo è espresso in dollari americani e presenta una struttura commissionale identica al fondo di Nordea. Come performance da gennaio perde il 2,19%. Ad 1 anno è positivo del 5,99% ed a 3 anni del 65,25% corrispondente ad un + 21,75% annuo. Valori in linea con il DWS e superiori agli altri 2 analizzati.

Opinioni e conclusioni

Vi abbiamo dimostrato nei numeri che, pur in presenza di un discreto strumento finanziario, le alternative non mancano al riguardo.

Non profuma di bocciatura, ma ci andiamo vicini. Unico punto a suo favore è il livello di costi, tuttavia inquinato e macchiato dalla commissione di performance esistente.

Il rendimento è stato ampiamente superato dalle alternative proposte, ma abbiamo deciso di analizzare lo stesso questo fondo proprio perché molti clienti ce lo hanno espressamente domandato.

Non consigliandolo, preferiremmo evitare di fornire indicazioni d’investimento sotto forma di piani di accumulo piuttosto che operazioni “spot”.

Invece, forniamo alcuni consigli operativi per chi lo detiene in portafoglio. Non appena i mercati lo consentiranno, vendetelo (a meno che non siate ancora distanti dal pareggio operativo in conto NAV) ed orientativi su delle alternative, decisamente più profittevoli.

Se avete in corso un pac switchatelo piuttosto su un tematico più specifico o, al limite, su un vero “azionario internazionale” con contenuta volatilità e performance vicine alle 2 cifre in chiave annua.

Informazioni importanti sulla divulgazione

Le performance passate potrebbero non essere indicative rispetto ai risultati futuri. Diversi tipi di investimenti comportano vari gradi di rischio e non vi è alcuna garanzia che la performance futura di investimenti, strategie di investimento o prodotti specifici raccomandati in questo articolo, siano adatte per il proprio portafoglio o per la propria situazione individuale.

Vari fattori, tra cui le mutevoli condizioni di mercato e/o le leggi applicabili, potrebbe non essere più congruenti alle opinioni o alle posizioni attuali prese in questo contenuto. Inoltre, non si deve presumere che qualsiasi discussione o informazione contenuta in questo commento serva da ricevuta o in sostituzione di una consulenza di investimento personalizzata da parte di Niccolò Dominici. Ricordati di contattare Niccolò Dominici, nei vari canali di comunicazione che hanno reso disponibili in questo sito, nel caso tu voglia informazioni sui cambiamenti della tua situazione personale/finanziaria o circa gli obiettivi di investimento.

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